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OS‐1 K-Array nasce per essere il modello di supporto sonoro per l’opera

OS‐1 K-Array nasce per essere il modello di supporto sonoro per l'opera
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DESCRIZIONE PROGETTO
Come ogni prodotto K‐array, OS‐1 è stato ingegnerizzato e messo a punto per soddisfare delle esigenze specifiche e particolarmente impegnative. Alla base della progettazione di questo sistema infatti c'è l'ambizione di voler migliorare la fruizione dell'ascolto durante le rappresentazioni operistiche in ambienti aperti quali anfiteatri e arene, facendo particolare attenzione alle difficili esigenze di ascoltatori ed esecutori. La Fondazione Arena di Verona, grazie al coordinamento diretto da Musical Box ed Exhibo spa, distributori del marchio K‐array  e Sennheiser per l'Italia, ha per prima voluto sperimentare i benefici di un sistema così avanzato per il Festival Arena di Verona 2010, quest’anno dedicato interamente alle regie e scenografie del Maestro Franco Zeffirelli. Mario Di Cola, progettista di sistemi di altoparlanti , ha curato l'ottimizzazione e la messa a punto del sistema. Ormai da molto tempo è sensibilmente percepito il desiderio di poter migliorare l’esperienza di ascolto del suono durante le rappresentazioni arricchendo ed esaltando le sfumature sonore dell’orchestra e della voce. OS‐1 non si pone l’obiettivo di realizzare un’ amplificazione massiva del suono poiché, se cosi’ fosse, il suono risulterebbe in generale innaturale. Durante la fase di studio e di progettazione del sistema sono stati individuati una serie di punti che sintetizzano molto bene le ragioni per cui tale intervento risulta essere opportuno e quali delle principali caratteristiche dell'ascolto di un opera debbano essere assolutamente preservate per non mutare quell'esperienza unica di ascolto in cui il Melodramma vorrebbe vedere coinvolti gli spettatori.    1. L’acustica del luogo dedicato all’ascolto dell’Opera è parte fondamentale dell’Opera stessa e la sua influenza sulla percezione dell’impatto sonoro e della ricchezza armonica è un elemento essenziale su cui la stessa immaginazione dei compositori probabilmente si basava durante la stesura del pentagramma. Diversamente da altri tipi di teatro, quello per l’Opera nasce in luoghi chiusi, di dimensioni contenute, fortemente legati ad un periodo storico che viveva il teatro come luogo di continua ricerca della perfezione, soprattutto in ambito acustico, ricerca che ha reso nel tempo il teatro denominato “all’Italiana” proprio il più diffuso di ogni altro. 2. Ambienti aperti come le antiche arene, pur essendo tra le più preziose testimonianze del nostro patrimonio storico‐artistico, non nacquero come teatri,  ma come luoghi dedicati a giochi e ad altri eventi di massa tipici dell’epoca Romana. L'acustica di un'arena quindi, non risponde ai canoni di perfezione a cui si tendeva ad attenersi nel ‘600 e nel ‘700  ed in particolare nel  Melodramma. Andiamo quindi ad analizzare nel dettaglio le problematiche legate ad una rappresentazione operistica all'aperto che il nuovo sistema OS‐1 si propone di risolvere: a. Dimensioni molto più grandi di quelle di un teatro dedicato alla musica e  distanze tra spettatori e palco di gran lunga maggiori fanno percepire al pubblico inevitabilmente una minore intensità sonora. b. La maggior parte dell’energia sonora prodotta si disperde verso il cielo non raggiungendo affatto gli spettatori. c. Le gradinate e spalti, una volta riempite di pubblico, divengono superfici quasi perfettamente assorbenti e pochissima energia acustica va a formare la necessaria coda di riflessioni e di riverberazione che costituiscono una delle componenti più belle e più ricche del suono ascoltato in teatro. d. Entrambi i punti precedenti possono essere causa di scarsa percezione del livello sonoro e delle sfumature espressive. e. Luoghi spesso immersi in un contesto urbano molto frequentato, anche durante le ore delle rappresentazioni, risultano avere al loro interno un livello di rumore di fondo notevolmente più elevato di quello che si può avere all’interno di un teatro.   3. OS‐1 cerca di evitare in ogni modo l’appiattimento dello spettacolo lirico. L’approccio scelto, infatti, non è quello di amplificare semplicemente il suono. In questo caso infatti le sfumature timbriche e dinamiche verrebbero appiattite e la localizzazione della sorgente sonora nello spazio completamente annullata. L’intervento progettato vuole invece arricchire il suono di quel contributo che ad esso un adeguato teatro darebbe. 4. Il complesso tessuto di riflessioni e riverberazioni proprie di un teatro all'italiana, in un ambiente aperto come un'arena è praticamente inesistente. Il progetto si propone di ricrearne artificialmente almeno una parte. 5. L'Opera, infine, come d'altronde il teatro tutto, nasce da una partecipazione attiva della società nei suoi molteplici aspetti. Mai ci fu un limite alle ricerche, alle prove, che diverse figure di artigiani, architetti a scenografi, pittori, costruttori misero in atto per rendere la fruizione della lirica sempre migliore. Anche questo intervento vuole incarnare appieno questo spirito. Voler preservare ciecamente la totale aderenza della rappresentazione ad un modello integrale della rappresentazione in teatro, anche laddove in teatro non si è, rischia di ridurre l'Opera a reperto storico. Oggigiorno lo sviluppo tecnologico raggiunto può aiutare ad apportare miglioramenti laddove sono possibili. Si tratta quindi di mettere in atto, in questo caso, una ricerca tecnica che è sempre stata al fianco di ogni espressione artistica, in ogni periodo, in ogni tempo.

Composizione e disposizione del sistema.
Diffusori frontale:
16 mainframe composti ciascuno da 8 diffusori line‐array KK50 e 2 sub woofer KU36
Ripresa microfonica palco:
16 unità composte ciascuna da 8 microfoni direzionali a condensatore Sennheiser ME36
Ripresa microfonica e missaggio orchestra:
è per il momento affidato ad una fornitura esterna all'impianto.  
Anello simulazione ambiente:
10 cluster composti da un diffusore KK200 e un KK50
Amplificazione:
640 canali di amplificazione per il sistema frontale.
20 canali di amplificazione per il sistema di simulazione ambientale
170 DSP per il sistema frontale e l'anello di simulazione ambientale
2 matrici 32x32 per la gestione del sistema